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Corretta informazione - Corriere della SeraLa psicologa: è meglio dei videogame, si impara a capire le persone http://www.corriere.it Data di pubblicazione 22/01/2004 Un articolo "a favore" dei GdR La ricerca: si sviluppa la creatività
Identità fittizie, vite e universi paralleli, un master con diritto «di vita e di morte» sui giocatori... Ce ne sarebbe abbastanza per mettere in allarme più di una mamma. Ma la realtà è il contrario di ciò che sembra. E a sostenerlo non sono solo i giocatori, ma anche gli psicologi. «Abbiamo condotto ricerche approfondite - spiega Sabina Sfondrini, psicologa sociale all’Università Cattolica di Milano - su una chat dedicata al gioco di ruolo, dove l’identità fittizia viene assunta tramite un avatar , un simulacro grafico. L’interrogativo non riguardava solo l’eventuale "sdoppiamento", ma la possibilità, ben più inquietante, della molteplicità». E cosa è ne emerso?
«La ricerca ha chiarito che si può assumere un’identità fittizia senza perdere il senso della propria. Tutti possiamo, a seconda delle situazioni, rendere saliente una parte della nostra identità, senza per questo disperdere la coerenza e unicità della personalità. Anzi, proprio partendo da questa possibilità, il gioco di ruolo diventa molto utile».
In che senso?
«L’identità virtuale è una palestra delle relazioni. Allo stesso modo in cui prima di affrontare una camminata in montagna si può fare preparazione in palestra, così possiamo considerare la realtà virtuale come un luogo in cui esercitarsi i rapporti con gli altri».
Per quale motivo, allora, il gioco di ruolo viene a volte guardato con sospetto?
«E’ accaduto anche con i videogame: le innovazioni fanno sempre un po’ paura, chi non le utilizza tende a immaginare scenari perversi... Il gioco di ruolo ha una tradizione antichissima e tra i giocatori si trovano persone intellettualmente vivaci, curiose, molto più del "ragazzo da Playstation". Per orientarsi in un’ambientazione gotica, medievale, ci vuole fantasia ma anche cultura, un bagaglio di letture di un certo livello».
Che cosa impara un giocatore di ruolo?
«Innanzitutto a sviluppare la creatività e a gestire il tempo, con pazienza e attenzione al dettaglio. Poi il gioco di ruolo stimola l’aspetto cognitivo e relazionale. Spesso ci si confronta con persone di età diverse, fuori dalla cerchia degli amici».
Ga.Ja. 22/01/2004 11:30 Questa notizia è stata letta 624 volte
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